GIOCHI NEL MONDO
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AFRICA MADAGASCAR Il 40% della popolazione di questisola è composta da bambini e adolescenti. I ragazzi, appena tornano da scuola, aiutano i genitori nelle faccende domestiche dato che le famiglie sono numerose e gli elettrodomestici pressoché inesistenti, e poi escono a giocare. La maggior parte dei giochi viene svolta allaperto senza alcun problema(non si ha paura della criminalità e i ragazzi si muovono liberamente per le case lasciate spesso incustodite), tranne che nel periodo di tempo più piovoso(che va da Dicembre a Marzo). Un gioco molto amato dalle bambine consiste nel ricavare da un cespo di banane delle bambole rudimentali: i capelli sono costituiti dalle fibre che fuoriescono dal cespo pestato con una pietra. Il Tsibato(cibato) è un gioco dabilità da fare in due: si devono raccogliere cinque piccole pietre tondeggianti e bisogna riuscire a lanciarle in aria col palmo della mano, poi riprenderle tutte con il dorso della stessa; se al giocatore ne cade anche solo una, il turno passa allavversario. Il Katra, un altro gioco da due, viene svolto con 16 sassi per ciascuno, si disegnano sul terreno con un gesso otto caselle circolari per giocatore e bisogna appoggiarvi sopra le pietre. Incomincia il primo e prende i due sassolini di una casella per distribuirli ad uno ad uno sulle altre, quando il numero di sassolini della propria casella è maggiore di quello dellavversario, si vincono i suoi sassi. Quando i bambini sono molti si gioca ad una specie di nascondino: al posto del muro viene usato un barattolo che, lanciato, deve essere preso da chi sta sotto e portato in un luogo stabilito. Poi comincia a cercare i compagni. Per liberarsi bisogna andare accanto al barattolo senza essere visti da chi conta. Un gioco riservato alle bambine quando sono sole è "linventastoria": si disegnano sul terreno con un gesso degli scenari e si raccolgono dei sassi che rappresentano i personaggi della storia (ogni pietra ha caratteristiche differenti a seconda del personaggio che rappresenta). I bambini più creativi costruiscono delle macchinette di legno o di latta (con i barattoli) perché i giocattoli industriali sono troppo costosi. WARI Il wari è uno dei tanti giochi da scacchiera che si praticano in molte parti del mondo. Il gioco si diffuse poi in Asia e in Africa dove gli Arabi vi apportarono alcune varianti. Venne insegnato ai viaggiatori europei, nel XIX secolo, nei caffè dove chi perdeva doveva pagare tutti i caffè consumati durante la partita. Per quanto in Africa sia ritenuto un "gioco per uomini" lo praticano anche le donne e ci sono vere esperte. Un uomo che perdeva contro la donna veniva bastonato dai suoi cittadini. Non si gioca mai al wari per denaro. Nel Surinam i famigliari di un morto giocano a wari, un giorno prima della sua sepoltura credendo che giocare durante la notte farebbe venire il fantasma del defunto per unirsi a loro e portare via le anime. AFRICA Lo Yote è un gioco usato in tutta lAfrica occidentale. La sua grande diffusione è dovuta alla semplicità dei suoi elementi: un piano costruito da cinque file di sei cavità ognuna, scavate per terra e da qualche pedina o sasso. Il gioco è previsto per due persone ognuna corredata di dodici pedine che possono essere anche sassi o rametti. Il giocatore che ha i sassi inizia, mettendo uno dei suoi pezzi in un buco. Laltro fa la stessa cosa con un rametto in un buco qualunque. Un giocatore non è obbligato a giocare tutte le pedine, può conservarne alcune per quando il gioco non risulti più impegnativo. Le pedine possono essere mosse soltanto in linea retta, verso una cavità attigua, sempre che sia vuota. Un giocatore può catturare un pezzo dellavversario, scavando e togliendolo dal gioco. In tal caso egli ha diritto di mangiarne un altro che può scegliere tra quelli nemici che stanno ancora in gioco. MALÌ Secondo la leggenda della tribù Dogon, al principio del mondo le mamme staccarono le stelle dal firmamento per darle come giocattoli ai loro piccini. Attualmente i bambini del Malì sviluppano la loro vivacità battendosi con la tattica del "rimpiattino" ( o del nascondino) nellantico gioco di Sey. Accovacciato per terra con un tibi, o sassolino, un giocatore tenta di sviare il proprio avversario nascondendo il tibi con movimenti simulati e velocissimi della mano, in un buco scavato nella sabbia. E un passatempo affascinante e occorre una lunga esperienza per diventare un abile giocatore. Esistono molte varianti di questo gioco ad esempio il Dousu dei giovani del Dahomey o il Gado, che richiede anchesso luso della sabbia. La superficie di gioco è composta da due cerchi concentrici del diametro di 45-50 centimetri. Il primo giocatore nasconde il tibi in un pugno di terra, poi, riempie i buchi con la sabbia sottraendola da un altro. Il compagno deve indovinare in quale si trova e se indovina tocca a lui nasconderlo, altrimenti farà un nuovo buco. Quando arriva alla metà della zona compresa tra le due circonferenze occupa i buchi dellaltro giocatore e vince. ASIA BIRMANIA IL CHINLON è il gioco tradizionale. Nato secondo alcuni nellantica Prome nel VII secolo, il suo scopo è di mantenere un Chinlon (costituito da sei foglie di canna da zucchero intrecciate ed essiccate, che formano una palla circolare con dei buchi a circa quattro centimetri di distanza. Quella standard misura circa 40 centimetri di circonferenza) sospeso in aria il maggior tempo possibile, usando soltanto le ginocchia e i piedi. Il gioco viene praticato a livello popolare in tutto il paese, ma la All Burma Chinlon association ha stabilito delle regole per il gioco a squadre , che sta crescendo di popolarità. Una squadra di sei giocatori si passa la palla allinterno di unarea circolare di 6.5 metri di diametro. I punti sono assegnati a seconda della difficoltà del palleggio e allabilità con cui viene eseguito: punteggi particolari vengono assegnati per determinati "passaggi". Vengono tolti dei punti se il pallone tocca il terreno o se un giocatore esce dal limite del cerchio. CINA - GIAPPONE - COREA Il gioco del volano in cui i giocatori si lanciano, lun laltro, una pallina corredata da un pennacchio di piume si gioca da oltre duemila anni. In Giappone lo si usava come addestramento militare: si pensava che affinasse labilità fisica del soldato. In Corea si giocava per ragioni pratiche (gli ambulanti si rimandavano a calci lun laltro il volano per riscaldarsi quando faceva freddo). Una variante meno diffusa prevede luso delle racchette come nella Grecia classica, e in Inghilterra. Si può giocare anche da soli: si lancia la palla in aria e bisogna far si che non cada per terra ; per evitarlo si dà un colpo con il tallone, con le dita del piede, con la punta della scarpa o con la suola. I punti accumulati corrispondono ai colpi inferti alla pallina (un giocatore esperto arriva a un centinaio di colpi ). Equivalente è il gioco a due e si può usare una pallina da tennis. CINA I giochi di scacchi cinesi (chu-hang-Ki) e giapponesi (shagi) sono variazioni evolute del gioco indiano Chaturanga; ma il gioco degli scacchi cinese è quello che, più di tutti, conserva le caratteristiche del comune antenato. Limperatore è assistito da due mandarini che subiscono le medesime limitazioni di movimento del "visir" originale del Chaturanga. Gli elefanti possono avanzare di due caselle per volta come lo facevano nei secoli addietro, prima di trasformarsi in alfieri. La torre o castello è generalmente rappresentata negli scacchi cinesi con un carro. Come negli scacchi occidentali, lobiettivo di questo gioco è quello di catturare il pezzo dominante nemico, in questo caso limperatore. Anche il linguaggio del gioco è simile a quello degli scacchi. Se limperatore nemico è minacciato si dice che dà "scacco" e se esso non può evitare di essere catturato, è "scacco matto", e la partita finisce. Se non può spostarsi senza essere posto in "scacco", è "matto attrezzato", condizione che, in questo gioco è ritenuta la disfatta che pone fine alla partita. BANGLADESH Come giochi maschili troviamo il cana-machi: moscacieca in lingua bangla. Il danda, consiste nel tirare un pezzo di legno. Si hanno tre possibilità, chi riesce a tirarlo più lontano vince. Il corì consiste nel lanciare quattro sassi per aria e cercare di colpirli con un altro. Uno dei giocattoli più diffusi per le bambine sono le bambole, chiamate putul . Un gioco sia maschile che femminile da fare in gruppo è quello del cricket: i giocatori si dividono in due squadre, formate ciascuna da undici componenti. Si piantano degli archetti sullerba e bisogna far passare sotto di loro, con il tiro di una mazza di legno, la palla. GIAPPONE Go Bang: è un gioco per due persone. Ciascuno dispone di pedine bianche e nere. La maggior parte dei giocatori utilizza la scacchiera e le pedine, ma gioca su una superficie quadrata di almeno 169 caselle. Si può giocare in due modi: · Disponendo le pedine allinterno delle caselle; · Disponendo le pedine sullincrocio delle righe. Un pezzo ,una volta posato non si può più spostare, non esiste la cattura delle pedine ; vince quello che per primo riesce a formare una linea di cinque pedine in fila , o, in senso orizzontale, o verticale, o diagonale. Quando i giapponesi giocano al GO BANG , fanno qualcosa di particolare: dispongono la quinta pedina senza il minimo grido di vittoria, ma anzi, molto tranquillamente come se lavversario non si accorge di essere stato vinto. Allora gemendo e scuotendo il capo in segno di tristezza cercano di imbrogliare la situazione e di arrivare a comporre unaltra linea di cinque pezzi Esiste unaltra regola del gioco per quelli più esperti. Se due pedine dello stesso colore si trovano intrappolate tra due pezzi nemici, possono essere ritirate dal gioco. Tuttavia non esiste il "suicidio" infatti le pedine che si trovano allinterno di una linea nemica rimangono in gioco comunque. CINA
E GIAPPONE Lo Sciangai si gioca con un fascio di bastoncini in legno. Il primo giocatore dopo aver stretto tutti i bastoncini in una mano, aprendola, li si lascia cadere: labilità sta nel sollevare e raccogliere i legnetti a uno a uno senza far muovere gli altri. Crediamo che nellantichità gli scingai fossero usati come strumenti nelle arti divinatorie. YEMEN, INDIA, BIRMANIA Quando i bambini hanno terminato di aiutare i loro genitori al mercato si divertono a riunirsi per giocare una partita di caroms. Se nessuno porta una scacchiera, la disegnano per terra. Si tratta di uno dei giochi preferiti in questi paesi e con ogni probabilità, furono Egizi o gli Etiopi a praticare per primi questo biliardo in miniatura. Ogni giocatore ha a disposizione nove gettoni neri e bianchi. Una regina rossa e un percussore completano il gioco. Si dispongono i gettoni con il gambo della "Y" formata dai gettoni puntati in direzione del giocatore che inizia la partita. I bianchi giocano per primi piazzando il percussore in un punto qualunque della base triangolare. Egli da un buffetto al percussore in direzione del cerchio centrale in cui si trovano i gettoni. Il suo scopo è di toccare uno dei gettoni mandandolo verso la buca. Le dita possono solo oltrepassare le righe che segnano i limiti del suo territorio. Dopo ogni colpo il giocatore deve collocare in un punto della base del triangolo il percussore. Se un giocatore spinge un gettone rimane in buca perde il turno. Se lo stesso percussore cade nella buca, il giocatore paga pegno e cede il turno. Se un gettone esce dal piano il giocatore perde il turno e lavversario tenta di riportarlo più vicino possibile al centro. Se il percussore cade su un gettone lo si toglie senza far muovere il gettone. Se è un gettone a cadere sul percussore si toglie questo senza cambiare di posto al gettone. La regina rossa può essere spinta in una buca ogni volta, un gettone in questa; la regina fa guadagnare cinque punti al giocatore, a meno che egli non abbia già raggiunto 24 punti. In tal caso egli consegue un solo punto. Quando uno dei giocatori è arrivato ad introdurre tutti i propri gettoni nella buca, la partita è finita. IL MIKADO Si pensa che questo gioco, al quale possono partecipare quanti giocatori si voglia, sia nato in Cina. I pezzi più preziosi, per giocare, sono bastoncini davorio, minuziosamente lavorati e corredati di teste intagliate, in forme facilmente riconoscibili come forcelle, seghe, tridenti, un uccello su un ramo, la testa di un cavallo Più la rappresentazione è ricercata e più cresce il suo valore per la particolare abilità che occorre per togliere, dal mucchio, il bastoncino. Il Mikado usato in Europa è fatto di semplici bastoncini, a punta doppia, di legno o di plastica ed è il colore che determina il valore. Le regole per giocare al mikado non sono mutate, sia nel tempo che nello spazio. Il gioco consiste nel togliere, uno per uno, i bastoncini, dando la precedenza a quelli che valgono più punti. I giocatori si riuniscono intorno al tavolo e fanno testa e croce per stabilire chi inizia. Il prescelto mischia bene i bastoncini, ne fa un mazzo e appoggiando le punte inferiori delle bacchettine sul piano di un tavolo, schiude la mano per farle cadere in un mucchio disordinato e causale. Quindi cerca di toglierne una per volta con la punta delle dita senza spostare minimamente gli altri. Scelto e toccato un bastoncino, il giocatore non potrà più cambiare idea e cercare di prenderne un altro nel caso un bastoncino scelto precedentemente si sia rivelato troppo difficile da rimuovere. Non appena fa oscillare anche solo uno delle asticciole, il giocatore perde il turno, che passa al suo vicino di sinistra, e così via. Colui che riesce a prelevare una bacchettine rossa- bianca la può usare come leva per aiutarsi nella cattura di altri bastoncini difficili da sollevarsi con le dita. La partita finisce quando i bastoncini sono stati presi tutti. Si contano i punti di ogni giocatore e, naturalmente, vince quello che ha totalizzato il numero più alto. MAMMA HU MIN (ANNI 38) "Quando ero piccola giocavo al gioco dellelastico. Si giocava in tre : una di noi saltava in mezzo allelastico che le altre due tenevano teso allaltezza delle caviglie" BAMBOLE BAMBOLE CINESI In Cina, allinizio del secolo, nelle missioni organizzate per la tutela dei bambini, ragazzine schiave e giovani vedove, producevano bambole intarsiate nel legno. Nel 1901 a Shanghai fu aperto un rifugio chiamato "La porta della speranza", a cui seguirono altri della stessa organizzazione. Qui le bambine imparavano a leggere, a scrivere, e a cucire abiti per le bambole. Queste possiedono una grande varietà di acconciature e costumi e riflettono la storia sociale della Cina allinizio del XX sec. BAMBOLE RUSSE Vennero prodotte in Russia dal XlV sec. come simboli religiosi per i pellegrini in visita ai monasteri. Le troike e i carretti con cavalli erano di legno intarsiati in maniera semplice e le bambole non avevano nè braccia nè gambe . Oggi la Russia è famosa per le tradizionali Matryoshke, una serie di bambole inserite una dentro laltra, tuttora in produzione. In genere esse raffigurano una donna, a volte romanticamente definita "Madre Russia". Ciascuna figura viene dipinta a tinte vivaci, i dettagli sono applicati in rilievo con spesse pennellate prima che il pezzo venga laccato; in altre, invece, la pittura brillante è consumata a causa del semplice rivestimento solubile in acqua. COMPOSIZIONI
GIAPPONESI Nella tradizione giapponese le bambole vennero create per le feste dei bambini. Molte rappresentavano guerrieri Samurai e membri della corte. I personaggi si tramandavano di generazione in generazione: oggi ne sono pervenute alcune risalenti al XVlll sec. . La maggior parte di quelli trovati in Occidente, sono del XX secolo . Il corpo delle bambole è incredibilmente leggero, la rifinitura (chiamata Gofun ) contiene polvere di conchiglie dostrica e un agente collante. Il Mitsuoreningyo indossa il Kimono in seta originale, meravigliosamente decorato. ARTICO INUIT I giochi dei bambini sono trattati con grande rispetto dagli INUIT perché essi sono considerati portatori dello spirito di un antenato e dunque in grado di sapere sin dai primi anni come comportarsi nei vari casi della vita; giocano con palle di pelle di foca rasata (utilizzata anche per le fionde), hanno per le bambole abiti di ermellino che farebbero impazzire le signore. Il gioco denominato INUGAT è una sorta di puzzle di cartone contenuto in un sacchetto di cuoio. Vi è anche un assortimento di piccole ossa che servono al giocatore per ricostruire il più fedelmente e velocemente possibile una pinna di foca (la difficoltà consiste nello scoprire alcune ossa che non provengono dal medesimo animale, inserite per confondere chi gioca). LA LUNA La "luna" è uno dei giochi preferiti degli Eschimesi, ma è conosciuto anche in altri paesi. Il giocatore racconta una storia con figure: ognuna delle quali è rappresentata da uno spago. Gli Eschimesi rappresentano uccelli, slitte e altri componenti della vita artica. Alcuni credono in uno "spirito" del gioco della luna e un eccesso di compiacimento nel gioco può assoggettare il giocatore al potere di questo spirito. CENTRO-AMERICA MESSICO Il tlachtli è una specie di pallacorda, e questo gioco è praticato dai messicani fin dallantichità. Infatti se ne trovano tracce nelle civiltà maya e nello Yucatàn. Si giocava in un campo a forma di I maiuscola, più largo alle due estremità e stretto nel mezzo e circondato da mura, ornate di pittura e di statue raffiguranti le divinità protettrici del gioco. Da una parte allaltra del campo erano fissati ai muri laterali due anelli di pietra scolpita, e la squadra che riusciva a far passare la palla oltre questi vinceva la partita. La palla era fatta con la gomma molto dura. I giocatori non potevano toccarla ne con i piedi ne con le mani, solo con le ginocchia, le cosce e le anche. Per questa ragione si proteggevano con ginocchiere, grembiuli di cuoio e portavano guanti per ammortizzare lurto contro il suolo. Possediamo solo vaghe indicazioni sulle regole di questo gioco, ma senza dubbio sappiamo che una linea tracciata sul suolo, da un anello allaltro, divideva i due campi. |