| Bedrich
Smetana
- (Litomysl 1824 - Praga 1884) di Matteo Garofalo e Alessandro Fabbro |
Smetana, come molti altri musicisti del suo
tempo, ebbe una vita agitata e in gran parte infelice.
Come Liszt, poi, fu anch'egli un bambino-prodigio, capace di
esibirsi in pubblico suonando il pianoforte già in giovanissima
età.
Nacque figlio di un birraio, che desiderava avviarlo agli studi
di giurisprudenza; il giovane Bedrich, invece, si trasferì a
Praga per intraprendere la carriera musicale, rendendosi
indipendente economicamente dalla famiglia attraverso
l'insegnamento presso una casa nobile.
Già nell'estate del 1847 poté iniziare una serie di concerti
come pianista. Essa purtroppo ebbe un esito negativo e, tornato a
Praga l'anno seguente, aderì attivamente (componendo inni e
canti d'ispirazione libertaria) alla rivolta contro il potere
monarchico.
Diventato amico di Liszt, in seguito, nel 1856, fu invitato a
trasferirsi in Svezia, a Goteborg, come direttore della locale
Società Filarmonica.
Cinque anni dopo, con la promulgazione della Costituzione, poté
finalmente tornare, ancora una volta, a Praga: in quegli anni
cercò, anche con frequenti scritti critici (e persino con un
manifesto), di dare alla cultura ceca una musica che realmente le
appartenesse, mediante l'opera e il poema sinfonico (quest'ultimo
assimilato dopo aver subito l'influenza di Liszt).
Le prime tre opere che compose furono ispirate, fra l'altro,
proprio alla storia ceca, dedicate ad una paventata invasione
prussiana della Boemia, ad un popolare eroe in lotta contro
l'oppressione e alla leggendaria principessa fondatrice di Praga.
La sua più famosa composizione e però un opera comica: "La
sposa venduta", la cui trama si basa su un equivoco secondo
il quale un giovane avrebbe venduto la propria sposa per trecento
monete d'oro; Smetana, inoltre, dimostra una costante
predilezione per una vivace danza boema, la Polka.
Fra le sue ultime composizioni si distingue, infine, il ciclo di
sei poemi sinfonici intitolato "La mia patria", del
quale emergono soprattutto la mitologia ceca, gli eventi
memorabili del passato, le bellezze artistiche e l'avvenire del
Paese.
L'arte di Smetana presenta notevoli legami con quella dei
musicisti delle nazioni limitrofe, ma in essa sono forti i
sentimenti della libertà e della fedeltà paese natale,
riscontrabili anche nel frequente richiamo alle sue musiche
popolari.
Nel nazionalismo dei musicisti boemi (e quindi anche di Smetana)
sono totalmente assenti quel senso di ribellione e quel
risentimento polemico che invece si avvertono quasi sempre nei
compositori russi: il compositore ceco, difatti non si propone di
svegliare il popolo dall'oppressione, bensì soltanto di tradurre
in musica l'ideale nazionale della borghesia, inserendosi, così,
nel più ampio contesto della musica europea.
Negli ultimi anni della sua vita, Smetana, colpito da una
gravissima sordità, fu afflitto da uno stato di angoscioso
annebbiamento mentale, che lo costrinse a vivere in manicomio.
| Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 Garmisch-Partenkirchen 1949) |
Come l'omonimo austriaco Johann junior, pure il compositore bavarese discendeva da una
famiglia di musicisti.
Pur avendo studiato regolarmente fin da giovanissimo, la maggiore
influenza su di lui fu esercitata dall'incontro con Hans von
Bulow, celebre direttore d'orchestra del secolo scorso (e genero
di Liszt), che lo introdusse nella direzione come sostituto
nell'orchestra di Meiningen.
Il padre, abilissimo cornista, ma dal carattere quasi
impossibile, considerava Wagner come uno dei peggiori musicisti
del tempo e ciò influenzò inizialmente i gusti del figlio; in
seguito all'ascolto del Parsifal, però, il giovane Richard
muterà completamente opinione, al punto da trasferirsi per un
anno a Bayreuth, città ove operavano Wagner e Liszt; al contrario, in seguito ad un viaggio in
Italia qualche anno più tardi, non rimarrà particolarmente
estasiato dalla musica di Verdi e Rossini.
Nel 1866 entrò a far parte dell'orchestra di Monaco: in questo
periodo sposò la cantante Pauline de Ahna e incontrò un
crescente successo sia nella direzione sia nella composizione,
sino ad essere nominato direttore del teatro della corte di
Weimar, ove comporrà numerose opere, quali "Morte e
trasfigurazione" e "Macbeth". Nel 1892 fu
costretto ad intraprendere un viaggio nei paesi mediterranei per
riprendersi da una grave malattia polmonare.
Nel 1894 presentò l'opera "Guntram", visibilmente
ispirata a Wagner (del quale è il riconosciuto erede naturale),
che però gli procurò un gran numero di commenti negativi,
costringendolo ad interrompere momentaneamente la sua carriera
musicale.
Nel '98 fu chiamato da Guglielmo II° all'orchestra reale
prussiana, a Berlino, allora vivace e abilissimo centro culturale
europeo, ove compose una delle sue opere più famose: "Il
cavaliere della rosa".
Nei primi anni del nostro secolo scrisse poi la sua opera più
controversa: "Salomè", che suscitò critiche
contrastanti.
Dal 1906, con "Elettra", iniziò la collaborazione con
il librettista Hugo von Hofmannsthal: i due, pur dotati di
caratteri completamente differenti (irruente e vivace il primo,
timido e riflessivo l'altro) diedero vita ad una collaborazione
molto fruttuosa, che però non si tramutò mai in amicizia.
Mentre Strauss godeva di notevole fama e successo, ricevendo
persino una laurea honoris causa dall'università di Oxford, la
I° Guerra Mondiale era alle porte: il compositore aderì alla
causa della propria nazione, pur scegliendo di non schierarsi
attivamente tra gli interventisti.
Dopo la morte di Hofmannsthal (1929), Strauss scelse come
librettista lo scrittore Stefan Zweig: tuttavia, tale
collaborazione fu interrotta dall'avvento di Hitler e del
nazismo, poiché Zweig, ebreo, fu costretto a rifugiarsi
all'estero. Il compositore, invece, dal '33 al '45, rimase in una
posizione ambigua, non essendo favorevole al regime nazista, ma
neppure contrastandolo, poiché scelse di accettare tutte le
cariche e gli onori che esso gli attribuiva, in nome della sua
indipendenza di artista rispetto alla politica.
Mori nel 1949 nella sua abitazione di Garmisch, in seguito ad un
arresto cardiaco.
| Johann Strauss Junior (Vienna 1825 - 1899) |
E' il più celebre di una famiglia di musicisti
dediti soprattutto alla musica leggera dell'epoca (l'operetta e
la musica da ballo). Egli successe al padre Johann Senior
(chiamato il padre del valzer) nella direzione di un'orchestra
già celebre, che portò ai più luminosi successi, compiendo con
essa pure numerosi giri artistici in Europa come in America.
La sua produzione è composta soprattutto da valzer, il genere
che lo portò allora al successo e per il quale, ancora oggi, è
noto: in particolare tra le più celebri opere del "Re del
valzer" vi sono "Sul bel Danubio blu",
"Sangue viennese".
Johann figlio può davvero incarnare, in una perfetta immagine,
la società viennese del suo tempo: una società non turbata da
conflitti interni, cosicché il suo valzer la rappresenta,
contrario, in tutti gli strati sociali.
I suoi 479 valzer risultano composti ad un ritmo che ricorda
quello contemporaneo: l'industria della canzone; nella musica per
la danza Strauss passa da eccessiva gaiezza a ripiegamenti
sentimentali e a baldanze quasi militaresche: caratteristiche
simili a quelle delle marce; nel teatro leggero, invece, compose
esempi di operetta che influenzarono pure musicisti di importanza
ben maggiore, tra i quali Brahms.
| Franz Liszt (Raiding 1811 - Bayreuth 1886) |
Liszt nacque nel 1811 nella regione del
BurgerIand, allora amministrativamente in Ungheria, nella
proprietà dei principi Esterhazy, dove, fino a venti anni prima,
Joseph Haydn era stato maestro di cappella.
Dimostrò, fin da bambino, il suo interesse per la musica,
rivelandosi, a tal proposito, un vero e proprio bambino-prodigio
(al punto che si esibì per la prima volta in pubblico a nove
anni), assieme al quale si manifestò pure (per la prima volta
durante una della frequenti malattie) quel senso di misticismo
che lo accompagnò per tutta la vita fino a fargli prendere, nel
1861, gli ordini minori.
Per i primi anni della sua vita, i suoi studi musicali vennero
seguiti dal padre, che lo fece studiare a Vienna e a Parigi.
Liszt è ammirato come il più grande pianista del suo tempo, per
i suoi virtuosismi; tuttavia, fin da giovane, si accorse che la
carriera concertistica (interrotta poi nel 1847) non gli era
sufficiente e si dedicò pure alla composizione, inventando
addirittura due generi musicali: il poema sinfonico, per
orchestra e il recital, per pianoforte.
Liszt, nella sua vita viaggiò spesso, trasferendosi da Vienna a
Parigi a Roma; proprio a Parigi ebbe occasione di conoscere e
stringere amicizia con altri musicista quali Berlioz e Chopin
(nonché con la compagna di lui, la scrittrice George Sand);
inoltre, aiutò spesso Wagner (divenuto poi suo genero), consigliandolo e
suggerendogli alcune delle soluzioni musicali che aveva scoperto
lui stesso.
Nel 1833 incontrò, sempre a Parigi, la contessa Marie d'Agoull
(sposata allora ad un colonnello di cavalleria) che gli darà tre
figli; Liszt, proprio nel salotto della compagna, incontrò
spesso altri personaggi di spicco della letteratura e,
soprattutto, della musica, appartenenti al movimento romantico,
del quale pure lui fu uno dei protagonisti.
Dopo essersi trasferito a Roma ed essere diventato abate, in
seguito ad una nuova crisi mistica, continuò a comporre musica
religiosa fino al 1866, anno in cui mori a Bayreuth, mentre
assisteva ad una serie di rappresentazioni di Wagner.
| Antonin Dvorák (Kralupy 1841 - Praga 1904) |
Quando Smetana terminò la sua
attività di musicista, per via della sordità, Dvorák continuò
la sua opera.
Nato in Boemia nel 1841 e morto a Praga nel 1904, riuscì a darsi
una buona preparazione musicale; appena ventenne entrò
nell'orchestra del teatro lirico di Praga come violinista e
iniziò a comporre giovanissimo.
Nella sua musica si riconoscono in parte Mozart, Beethoven, Schubert, Wagner e Liszt.
Il suo primo successo fu la cantata "Hymnus" (1873),
quindi i "Duetti moravi" e la prima serie delle
"Danze slave".
Il compositore quindi allarga i confini della Boemia, ispirandosi
a musiche anche sIovacche, polacche, ucraine e jugoslave.
Oltre che con la musica, Dvorák si cimenta anche nel teatro, sia
comico che tragico, ma non ha gran successo: comunque la sue
opera migliore fu "RusaIka", del 1901.
L'aura slava é il clima nel quale Dvorák fa vivere le sue
creature, risalendo con insistenza alle fonti della musica
ucraina, che egli ritiene originaria, ma raccogliendo al tempo
stesso i riecheggiamenti delle voci popolari più disparate.
Nel 1884, in Inghilterra, dirige il suo "Stabat Mater",
ottenendo un gran successo.
E' l'inizio di una carriera internazionale che gli procura, nel
1892, l'invito a dirigere il Conservatorio Nazionale di New York,
dove rimane fino al 1895.
Negli Stati Uniti compone la sinfonia "Dal nuovo
mondo", eseguita da A. Sedil nel 1893 e accolta
trionfalmente; questa sinfonia si può considerare come la più
bella rappresentazione di se stesso.
Il patriottismo di Dvorák (il cui patrimonio artistico è
costituito da danze slave, composizioni orchestrali quali
ouvertures e, soprattutto sinfonie), tende ad
"annullare" quasi i confini geografici e ad uscire dai
caratteri prettamente nazionalistici, per assumere quelli più
generali di "slavismo".
| Thomas
Mann (Lubecca - Zurigo) di Matteo Garofalo |
Nacque, da padre tedesco e da madre brasiliana,
nella seconda metà del secolo scorso a Lubecca (nell'estremo
Nord della Germania) ma visse e operò soprattutto a Monaco di
Baviera, ove risiedette con tutta la famiglia, dal 1893 al 1933
(anno della sua partenza dalla Germania).
Iniziò la carriera letteraria già nel 1898, ma solo tre anni
dopo, nel 1901, sarebbe stato pubblicato il romanzo "I
Buddenbrooks", l'opera che per prima gli consenti di
affermarsi tra i nuovi scrittori della sua generazione.
Già nelle sue opere più giovanili si possono riscontrare le
contraddizioni e i contrasti, che avrebbero sempre caratterizzato
il suo stile: contrapposizioni fra la cultura tedesca e quella
latina (che lo spingeva a compiere frequenti viaggi, anche nel
nostro Paese), fra la natura borghese e la sensibilità di
artista: a questo primo periodo appartengono i romanzi
"Tonio Kroger" (1904), "Tristano" (1903) e,
dieci anni più tardi "Morte a Venezia" (1913).
Nell'immediato dopoguerra Mann si distinse per le posizioni
"distaccatamente" nazionalistiche; tuttavia tra il 1919
ed il 1930 egli assunse posizioni più moderate, con un suo
particolare conservatorismo democratico.
Nel 1929, nel frattempo, gli venne assegnato il premio Nobel per
la letteratura.
Nel 1933 iniziò, in Svizzera prima e negli Stati Uniti poi (da
dove, prima e durante la II° Guerra Mondiale, lanciò numerosi
appelli all'Occidente contro la barbarie nazista) il suo esilio
volontario dalla Germania, che lo consacrò come cittadino
"del mondo" più che di una singola nazione: durante
tale periodo, la sua principale opera da lui composta è
"Giuseppe e i suoi fratelli".
All'immediato secondo dopoguerra (1947), infine appartiene il suo
ultimo grande romanzo: il "Dottor Faustus", nel quale
egli tratta ancora una volta del crollo della Germania e della
borghesia tedesca.
| Robert Musil (Klagenfurt 1880 - Ginevra 1942) |
Musil nacque al termine del XIX secolo da una
famiglia di origine morava a Klagenfurt: benché non vi sia
rimasta pressoché alcuna traccia di lui, si può ritrovare nella
città austriaca situata sulle sponde del lago Worther un
interessante paragone con la personalità dello scrittore stesso:
infatti, il tradizionalismo e la pacatezza del capoluogo della
Carinzia (regione austriaca posta al confine con la Slovenia)
contrastavano già allora con la modernità di Velden, altra
cittadina che sorge sulla riva opposta del lago.
Difatti, nelle opere di Musil si può ritrovare di
frequente il tema del tormento per il declino della società
preesistente, rappresentata dallimpero asburgico e della
preoccupazione per il mondo nascente, che avrà il suo culmine
nellascesa del nazismo.
Dopo uninfanzia travagliata dalla separazione effettiva dei
genitori, già a dodici anni egli fu avviato alla carriera
militare; tuttavia, non sentendosi portato per tale strada,
scelse di "ripiegare" sugli studi di tipo tecnico,
laureandosi a Stoccarda, nel 1902, in ingegneria.
Abbandonò però ben presto pure quella via, pubblicando nel 1906
il suo primo romanzo, "I turbamenti del giovane
Torless", che ottenne un certo successo.
In seguito, si trasferì a Berlino, ove si laureò pure in
filosofia e dove avrebbe fatto ritorno qualche anno più tardi,
come redattore della "Neue Rundschau".
Dopo un breve legame (soprattutto intellettuale) con Herma Dietz,
Musil sposò nel 1911 Martha Heimann, la donna la donna assieme
alla quale sarebbe rimasto fino alla morte.
Durante la Grande Guerra ebbe il grado di capitano, ma negli anni
che seguirono la fine del conflitto fu tormentato dal desiderio
di una vita più distesa.
Tuttavia, finalmente, nel 1923 egli fu sollevato dallinizio
della stesura del romanzo che poi sarebbe stato riconosciuto come
il suo capolavoro, quasi una sintesi del suo pensiero: Musil
infatti aveva avuto da sempre, come tema dominante della propria
esistenza, la problematica delluomo del suo secolo,
"Luomo senza qualità", che è conteso, nella
crisi di valori dellEuropa del primo Novecento, tra antiche
e nuove tendenze.
Musil non riuscì mai a fare della sua professione una vera e
propria carriera e spesso, a causa delle difficoltà economiche,
venne aiutato dagli amici; nel 1938 dovette arrendersi al nazismo
imperante ed emigrare a Ginevra con la moglie ebrea.
Mori quattro anni dopo, in Svizzera e fu dimenticato per lungo
tempo, per essere riportato solo in seguito fra i grandi della
letteratura moderna.
| Hermann Hesse (Calw 1877 - Montagnola 1962) |
Hermann Hesse nacque nel 1877 a Calw, una tranquilla
cittadina del Wurttemberg rimasta al riparo dalle profonde
trasformazioni causate dallo sviluppo industriale della Germania
appena unificata.
La città era centro di diffusione di una corrente del
Protestantesimo - il Pietismo - particolarmente severa ed aveva
una fitta rete di relazioni con tutto il mondo.
Il giovane Hesse subì linfluenza della cultura del nonno
materno, ex-missionario pietista in India, nel Malabar, esperto
di sanscrito e di altre lingue orientali, contrastante, però,
con la mentalità dei genitori, non altrettanto aperta verso
culture lontane e diverse: in tale contesto familiare,
decisamente opprimente, la giovinezza di Hesse risultò difficile
e travagliata, caratterizzata dalla sua volontà di sfuggire ai
modelli di quella società rigidamente moralistica.
A diciassette anni, Hesse decise di abbandonare definitivamente
gli studi: trovato un impiego come libraio a Basilea, promosse la
sua "autoformazione" culturale leggendo i grandi
classici europei.
Mentre uno dei suoi scritti riusciva per la prima volta a
conquistare il favore del pubblico, egli compi due viaggi in
Italia, cercando ancora di sfuggire al rigore protestante che lo
aveva tormentato durante la giovinezza: tali soggiorni furono
molto fruttuosi, poichè il successo del suo primo romanzo,
"Peter Camezind" (1904), lo convinse, a dedicarsi alla
carriera letteraria. Il primo decennio del nostro secolo fu un
periodo di pace e stabilità per Hesse, che comunque rimase
polemico nei confronti dellipocrisia del vivere
piccolo-borghese.
Gli anni Dieci furono, al contrario, un epoca di inquietudine,
dovuta sia ad una crisi familiare, sia allo scoppio della Prima
Guerra Mondiale (durante la quale si schierò tra gli
interventisti), sia alla terapia psicoanalitica cui, nel 1917, fu
costretto a sottoporsi (che lo portò pure a rivedere le proprie
posizioni sulla guerra).
I primi anni del dopoguerra sono invece per lui un periodo di
grande attività: il suo capolavoro, "Siddharta", il
"poema indiano" (1919-1922), rappresenta appieno quel
periodo di nuova immersione nel pensiero mistico orientale, nel
quale uno dei principali temi trattati da Hesse fu quello della
divisione della personalità tra saggezza e follia.
Nel 1918 si trasferì a Montagnola, nel Canton Ticino, per
assumere, cinque anni dopo, la nazionalità svizzera,
distaccandosi cosi per sempre dal destino politico della
Germania.
Gli anni Venti, dopo un iniziale crisi, saranno per lui
rasserenati da un nuovo matrimonio; il decennio successivo, al
contrario, fu segnato dallavvento in Germania del nazismo,
che nel 38 bandirà le sue opere. La Svizzera, in quel
periodo tragico per tutta lEuropa, divenne rifugio per
lemigrazione politica e intellettuale: Hesse si impegnò
per aiutare e sostenere i perseguitati che affluivano a
Montagnola, ma angosciato dalla tragedia, senti esaurirsi il suo
slancio narrativo.
Nel 1946, infine, al termine del conflitto mondiale, ad Hesse,
oramai simbolo della resistenza morale alla repressione nazista,
vennero conferiti il prestigioso premio Goethe ed il Premio Nobel
per la letteratura. Mori nel 62 a Montagnola, in seguito ad
unemorragia cerebrale.
| Franz Kafka (Praga 1883 - Vienna 1924) |
Franz Kafka nasce a Praga il 3 settembre 1883.
La famiglia è di origini ebraiche: il padre Hermann, nato a
Wossek nella Boemia meridionale, si era trasferito a Praga e
aveva sposato unebrea tedesca appartenente ad una famiglia
benestante. Su Franz, il maggiore di sei figli e lunico
sopravvissuto dei tre maschi, si accentrano le aspettative e i
sogni di affrancamento sociale di Hermann Kafka.
Compiuti gli studi liceali, Franz si iscrive alluniversità
di lingua tedesca; lincertezza accompagna la scelta della
facoltà: nonostante i suoi interessi letterari, egli si decide
per gli studi giuridici, volendo compiacere il padre, laureandosi
nel 1906. In realtà frequenta lezioni e conferenze alle facoltà
umanistiche, entra in contatto con i circoli letterari praghesi,
ma soprattutto incomincia a scrivere (al 1906 risalgono infatti i
primi frammenti del racconto intitolato "Descrizione di una
battaglia").
La vita del giovane Franz Kafka, anche se già segnata da una
salute incerta, è attiva e vivace: oltre allo sport e ai viaggi,
sono frequenti le occasioni di incontri culturali; i giovani
intellettuali più attivi in quegli anni a Praga sono suoi amici,
e numerose sono anche le sue conoscenze con letterati non
praghesi come Robert Musil. Incontri non solo letterari, ma anche
politici, soprattutto riguardo il nascente sionismo, sono al
centro di scambi d opinione, spesso epistolari, con gli amici e
in particolare con Max Brod.
Nellagosto 1912, proprio a casa di Brod, Kafka conosce
Felice Bauer, una ragazza ebrea di Berlino, e il mese dopo egli
scrive a Felice la prima lettera di un epistolario durato cinque
anni e che comprende circa 350 lettere e 150 cartoline postali.
Kafka rivede la ragazza nel marzo 1913 in occasione della Pasqua
e nel giugno dello stesso anno le chiede di sposarlo. Felice
acconsente alle nozze ma nel luglio dellanno seguente Kafka
decide di sciogliere la promessa. Si rivedranno nel 1917 e di
nuovo Kafka farà progetti di matrimonio che verranno
definitivamente annullati dal manifestarsi della tubercolosi.
Dal 1912 al 1914, mentre si nutre dellillusione di una vita
con Felice e dellappagamento che lepistolario,
sostituto di un rapporto reale, gli consente, Kafka attraversa
una fase molto produttiva in campo letterario. Due giorni dopo la
prima lettera a Felice, in una sola notte, scrive di getto il suo
primo racconto finito, "Il verdetto". Riprende la
stesura del romanzo "Il disperso", iniziato nel 1911,
ma nel novembre interrompe perché gli "urge dentro una
piccola storia": si tratta della "Metamorfosi", in
cui spicca prepotentemente la problematica legata al rapporto con
la famiglia e in particolare col padre.
La complicata intesa con Felice occupa tutte le sue energie ed è
solo dopo la rottura del fidanzamento che Kafka, nel luglio 1914,
riprende a scrivere: di nuovo si cimenta col progetto di un
romanzo alla cui stesura lavorerà fino allottobre 1915 e
che non porterà a termine: esso verrà pubblicato postumo da Max
Brod con il titolo "Il processo". Lesperienza
diretta dellebraismo orientale, che Kafka ha modo di
conoscere da vicino tra il 1915 e il 1916, influenza in modo
determinante la sua produzione posteriore alla stesura di questo
romanzo.
Tra il 1916 e il 1917, Kafka attraversa una nuova fase
particolarmente feconda; nella tranquillità della piccola casa
nella Alchimistengasse a Praga, che lamatissima sorella
Ottla aveva affittato per lui allinsaputa dei genitori,
Kafka ricomincia a scrivere con relativa facilità e si volge di
nuovo alla forma breve. I racconti nati in questi mesi mostrano
unimportante evoluzione nella sua prosa: il momento
dellesperienza personale, il dato autobiografico, pur
rimanendo il punto di partenza dellinvenzione poetica,
viene proiettato su un piano più generale.
Da Merano, dove soggiorna brevemente, nel 1920 scrive le prime
lettere a Milena, una signora conosciuta a Praga, che aveva
tradotto i suoi primi racconti in ceco, e dello stesso anno è la
sua drammatica "Lettera al padre".
Ai primi del 1922 inizia la stesura de "Il castello"
che terminerà in settembre, e lanno dopo sarà a Berlino
con lultima compagna Dora Diamant. Nellaprile del '24
è ricoverato nel sanatorio di Kierling presso Vienna, ove muore
il 3 giugno. Verrà sepolto a Praga nel cimitero ebraico di
Straschnitz.